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‘Nfigghiulati

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Nuova immagineÈ passato molto tempo dal mio ultimo post, ma sono stato oberato di impegni. Proprio a conclusione di uno di questi, il Percorso Abilitante Speciale per la C510 (Sala bar) presso l’Università di Messina, mi sono cimentato in una preparazione tipica della mia zona…

Preparazione dolce tipica della gastronomia iblea, in particolare della zona di Sortino, a base di fichi secchi e nepitèlla (Clinopodium nepeta (L.) Kuntze) o mentuccia, ne esiste anche una versione salata in cui i fichi vengono sostituiti con la salsiccia. Il nome deriva dalla parola dialettale che significa attorcigliare, contorcere.

Nella versione preparata per il banchetto di fine abilitazione ho omesso lo strutto per motivi salutistici.??????????????????????

Ingredienti per 5-6 persone:
500 g di farina di semola di grano duro
q.b. di lievito madre
acqua
sale
q.b. di strutto
q.b. di olio extravergine Monti Iblei
q.b. di nepitella o mentuccia
200 g di fichi secchi o salsiccia

Procedimento
La sera prima preparare la biga, come per il pane. Disporre la farina a fontana e sciogliervi la biga con acqua tiepida, impastare fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea. lavorando per almeno 5 minuti, formare una palla, infarinarla e lasciarla lievitare per almeno 30’.
Suddividere in porzioni e stendere la pasta dello spessore di 1/2 cm.
libro2Farcire tutta la superficie del disco con strutto, olio, nepitella e fichi secchi o salsiccia.
Arrotolare la pasta fino ad ottenere un cilindro e attorcigliarla come se fosse la carta di una caramella per tutta la lunghezza. Tagliare dei dischetti larghi 2-3 cm e disporli in verticale . Sovrapporre due o tre dischetti e schiacciare.
Infornare a 250° finche non saranno dorate e croccanti.

Vino consigliato: Nero d’Avola

La ricetta si trova sul mio libro « Pani ri casa e cosi minuti – L’arte panificatoria iblea » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Per questa ricetta è stato utilizzato olio extravergine di olive dell’Azienda Agricola Cacyrum.

Cacyrum

 

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Cavati alla palazzolese

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Ed eccoci finalmente qui con la prima delle due ricette fatte alla  finale di « Attenti al cuoco », ovviamente ho apportato qualche modifica rispetto all’esecuzione televisiva: ho aggiunto il vino (che avevo dimenticato), ho aggiunto la ricotta fuori dal fuoco (come suggerito dallo chef Alessandro Circiello) ed infine ho pensato di aggiungere una spolveratina appena di farina di carrube (altro elemento del mio territorio, vedi il gelato).

Per la seconda ricetta fatta nel programma cliccate qui!

Ingredienti per 4 persone:
300 g di gnocchetti o cavati
½ melanzana
½ cipolla tritata finemente
1 cucchiaio di olio d’oliva
1 noce di burro
200 g di salsiccia fresca
1/2 bicchiere di vino bianco secco
200 g di pomodorini ciliegino
300 g di ricotta
1 rametto di timo
q.b. di farina di carrube (facoltativa)
q.b. di sale

Preparazione
Buttare la pasta e cominciare la preparazione del condimento.
Versare nel tegame l’olio e la noce di burro, fare appassire la cipolla, unire la salsiccia a tocchetti e fare rosolare appena. Nel frattempo tagliare a dadini la melanzana, aggiungerla e farla rosolare pure. Versare il vino e fare evaporare a fuoco vivace.
Tagliare in otto i pomodorini, unirli e salare. Schiacciare con una forchetta la ricotta, sbriciolarvi sopra le foglie di timo, togliere la padella dal fuoco ed aggiungervi la ricotta mescolando, eventualmente spolverare con una manciata di polvere di carrube.
Scolare la pasta, unire ed impiattare.

Note Volendo si può anche utilizzare un rosso per sfumare, utilizzare comunque la stessa tipologia di vino come accompagnamento. Come digestivo si consiglia un liquore di timo, preferibilmente fatto in casa.

Questa ricetta partecipa alla sfida « L’idea del mese… te la do io!!! » del blog “Nella cucina di Laura“, per il mese di Luglio: zucchine e/o melanzane.