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Vinamisù oppure pandoramisù

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Sono appena passate le feste è magari sono avanzate molte preparazioni (non a casa mia…), ecco allora un’idea di come riciclare tutto ciò che è rimasto.

Partiamo dal pandoro, l’idea di utilizzarlo al posto del pan di spagna nella preparazione del tiramisù venne a mio fratello circa tre anni fa. Possiamo anche decidere di utilizzare il panettone, se ne è avanzato.
Per la bagna possiamo invece usare lo spumante oppure un vino liquoroso: marsala, passito, moscato. L’idea è nata guardando un video sulla preparazione di un tiramisù in cui era stata sostituita la bagna al caffè con della birra: il birramisù! Durante le festività natalizie avanza certamente lo spumante, che non dimentichiamo essere un vino frizzante, ma si può utilizzare anche un altro vino frizzante come il fragolino. È possibile pure usare il vino bianco classico e, perché no, pure il rosso, ma si deve tener presente che ha un retrogusto amarognolo per cui se piace può andare bene.
Passiamo adesso a trattare della farcia, se è rimasto parecchio cioccolato si può realizzare una ganache, mentre se si ha abbondanza di ricotta si realizzerà una crema o una mousse alla ricotta. Si può sempre scegliere di utilizzarle entrambe, anche indipendentemente dagli avanzi.
Questa volta non verranno riportate le grammature, ma solo la proporzione di composizione delle farce.

Ingredienti:Foto1
pandoro o panettone
ricotta
zucchero
cioccolato
panna da montare
vino frizzante o liquoroso
zucchero a velo
cacao in polvere
cannella

Procedimento:
Preparare la ganache sciogliendo il cioccolato a bagnomaria ed aggiungendovi lo stesso peso di panna liquida a temperatura ambiente, quindi mescolare fino a che non sia completamente amalgamata. Farla raffreddare e poi, se si vuole si può montare con uno sbattiuova.
Preparare la crema di ricotta setacciandola ed aggiungendovi un quinto del peso di zucchero (come per il cannolo e la cassata), ci si può aiutare frullandola con uno sbattiuova.
libro1Una volta pronte le farce, si procede all’assemblaggio del dolce in un bicchiere partendo proprio dalla farcia, vi si adagia sopra il pandoro/panettone tagliato con un coppa pasta e si bagna con lo spumante oppure con il vino liquoroso.
Si continua con l’altro tipo di farcia, nel caso si sono preparate entrambe, e poi con un’altra fetta di pandoro/panettone.
Al termine si guarnisce l’ultimo strato di farcia con cacao o cannella per la crema di ricotta oppure con zucchero a velo per la ganache montata.

Le ricette di base si trovano nel libro « Dolci bicchieri – Nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Cheesecake Ultra Rapido

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???????????????????????????????In questi bollenti giorni estivi, si preferisce rimanere lontani dai fornelli, ecco allora un’idea golosa, fresca e veloce. Volendo si possono sostituire i biscotti americani con i classici biscotti di frolla.

Ingredienti per circa 10 mini cheesecake alla ricotta:
10 biscotti digestive
500 g di ricotta
100 g di zucchero
Scorza di un limone non trattato
q.b. di cannella (facoltativa)

Preparazione
Con uno sbattitore elettrico mischiare la ricotta con lo zucchero, aggiungere la scorza di limone con l’aiuto di una grattugia e continuare a mescolare.
Con una tasca da pasticceria, posizionare la crema di ricotta sopra ciascun biscotto.
Decorare a piacere con cannella e/o scagliette di cioccolato (fondente oppure bianco).

Puoi trovare altre idee sfiziose anche sul libro « Dolci bicchieri – nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Cassatine di Pasqua

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Pantalica01È ancora un po’ presto per parlarne, ma i tempi tecnici di un nuovo contest ne richiedono la trattazione immantinente e allora eccoci qua con le cassatine di ricotta al forno

Il contest ne prevede l’accoppiata con la foto di una località della mia zona ed ecco allora due scorci della R.N.O. “Pantalica-Valle dell’Anapo” istituita per tutelare una particolare specie di trota ed il platano orientale che qui tocca il suo estremo nell’areale. Vi si può accedere sia da Sortino (SR) che da Ferla (SR) ed ogni giorno numerosi turisti vi accedono da entrambi gli ingressi. Le foto riguardano la parte con acceso da Sortino.

Ma veniamo adesso alla ricette: la cassatina è il tipico dolce della Pasqua siciliana, particolarmente diffuso in tutta l’area iblea. Viene preparato in modi diversi, ne esistono infatti più versioni, differenti per i condimenti, ma anche per la farcitura. La ricetta classica prevede tuma (latte cagliato) e ricotta, spesso invece si preferisce per praticità usare solo la seconda aromatizzandola con la cannella.Pantalica02

Alcune volte nella preparazione delle cassatine, come avveniva anche per i ciascuna, si preferiva utilizzare l’impasto dei biscotti al latte impastato con meno acqua (‘mpastatu ciù duru) in quanto più friabile rispetto all’impasto originale. Esiste a Palazzolo anche una versione chiusa delle cassatine, anziché arricciare la pasta appiccicando i bordi per ottenere il tipico contenitore per la farcia, la si metteva su metà superfici e si richiudeva l’altra metà ottenendo delle focaccine di ricotta (‘mpanateddi ri ricotta).

Questo dolce ha anche un’antichissima storia che la imparenta con le altre due cugine: la cassata al forno e la famosissima cassata siciliana. Tutte e tre le prelibatezze hanno un antenato comune, un dolce greco a base di pasta fillo con tuma, miele ed aromi: il più antico cheese cake di cui si abbia notizia. Recenti studi sui manuali di cucina greca e romana hanno fatto riscoprire questa millenaria prelibatezza che i greci chiamavano placentam e che poi i romani hanno ribattezzato caseata in quanto conteneva formaggio (caseum). A questo punto sembrerebbe venir meno la versione più accreditata dell’origine dall’arabo qas’at. Per maggiori dettagli potete leggere il relativo post, mentre per la ricetta della versione antica

???????????????????????????????Ingredienti:
500 g di farina di grano duro (per panificazione)
15 g di lievito di birra
60 g di strutto (o olio d’oliva)
600 g di ricotta
10 g di cannella
160 g di zucchero
3 uova

Procedimento 
Sulla spianatoia impastare la farina con il lievito, lo strutto e il sale, lavorare con cura fino ad ottenere un pasta liscia ed elastica, coprire e fare riposare. Nel frattempo, in una ciotola, amalgamare la ricotta con le uova, lo zucchero e la cannella. Stendere la pasta e formare una sfoglia molto sottile, tagliate dei dischi di 10-15 cm, saldare le estremità così da formare un cestino e farcite con la crema di ricotta; adagiare sulla placca imburrata e mettete in forno (caldo a 200 °C) per circa 45 minuti, fino a doratura della superficie del ripieno. Servire fredde.

La ricetta, insieme a molte altre tramandatemi da mia madre, si trova sul mio libro « Cosi aruci – Tradizione dolciaria akrense » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Ti presento casa mia » del blog “Pentole di cristallo” e “EATinerari”.

BANNER Pentole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Cassateddi ri Pasqua

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È ancora un po’ presto per parlarne, ma i tempi tecnici di un nuovo contest ne richiedono la trattazione immediata e allora eccoci qua con le cassatine di ricotta al forno

La cassatina è il tipico dolce della Pasqua siciliana, particolarmente diffuso in tutta l’area iblea. Viene preparato in modi diversi, ne esistono infatti più versioni, differenti per i condimenti, ma anche per la farcitura. La ricetta classica prevede tuma (latte cagliato) e ricotta, spesso invece si preferisce per praticità usare solo la seconda aromatizzandola con la cannella.

Alcune volte nella preparazione delle cassatine, come avveniva anche per i ciascuna, si preferiva utilizzare l’impasto dei biscotti al latte impastato con meno acqua (‘mpastatu ciù duru) in quanto più friabile rispetto all’impasto originale. Esiste a Palazzolo anche una versione chiusa delle cassatine, anziché arricciare la pasta appiccicando i bordi per ottenere il tipico contenitore per la farcia, la si metteva su metà superfici e si richiudeva l’altra metà ottenendo delle focaccine di ricotta (‘mpanateddi ri ricotta).

Ingredienti:
500 g di farina di grano duro (per panificazione)
15 g di lievito di birra
60 g di strutto (o olio d’oliva)
600 g di ricotta
10 g di cannella
160 g di zucchero
3 uova

Procedimento 
Sulla spianatoia impastare la farina con il lievito, lo strutto e il sale, lavorare con cura fino ad ottenere un pasta liscia ed elastica, coprire e fare riposare. Nel frattempo, in una ciotola, amalgamare la ricotta con le uova, lo zucchero e la cannella. Stendere la pasta e formare una sfoglia molto sottile, tagliate dei dischi di 10-15 cm, saldare le estremità così da formare un cestino e farcite con la crema di ricotta; adagiare sulla placca imburrata e mettete in forno (caldo a 200 °C) per circa 45 minuti, fino a doratura della superficie del ripieno. Servire fredde.

La ricetta, insieme a molte altre tramandatemi da mia madre, si trova sul mio libro « Cosi aruci – Tradizione dolciaria akrense » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa alla Raccolta « Peperoncino & Cannella » del blog “Olio e Aceto“.

 

Pizza dolce in bicchiere

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La pizza è tipicamente una pietanza salata, tuttavia negli ultimi decenni ha preso piede la moda di fare un dessert a base di pizza, cuocendo in bianco la pasta e spalmandola con creme come la pasticciera, quella al pistacchio o la nota crema di nocciole. Da qui la trasposizione in bicchiere (sweet glass). Le dosi sono per due classiche pizze tonde, si dovrebbero ottenere 8-10 bicchieri.

Ingredienti per 8-10 bicchieri:
Per la pasta
250 g di farina
5 g di sale
5 ml di olio d’oliva
150 ml di acqua
25 g di lievito di birra
Per la crema:
500 g di ricotta
100 g di zucchero a velo
150 g di gocce di cioccolato (facoltativo)

Procedimento
Impastare tutti gli ingredienti e formare due palline, quindi lasciar riposare per almeno 3 ore.
Nel frattempo preparare la crema mescolando la ricotta con lo zucchero e le gocce di cioccolato e conservare in frigo; in alternativa si può utilizzare il cioccolato a scaglie oppure moetterlo del tutto.
Formare le pizze e cuocere alla massima temperatura nel forno fino a cottura.
Sfornare, fare raffreddare, rompere in piccoli pezzettini ed alternarli in un bicchiere alla crema porzionata con la tasca da pasticceria. Decorare eventualmente con scaglie di cioccolato oppure con cannella.

La ricetta si trova sul mio libro « Pani ri casa e cosi minuti – L’arte panificatoria iblea » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Trasformiamo la ricotta » del blog “Fiordirosmarino“ e “La Cuoca Dentro“, nella sezione ricette dolci.

Capelli d’angelo

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Si tratta di un dolce tipico di Mineo, un paesino montano ubicato nei pressi di Caltagirone (Catania). Non è strettamente legato alle festività carnascialesche, ma a motivo della sua struttura sottile e lunga tipo spaghetto, quasi a ricordare le stelle filanti, lo si può sicuramente spacciarlo per tale! E poi, in fondo, “a Carnevale ogni ricetta vale!” o no?

Se poi lo presentate nel cucchiaio come in foto (spoon sweet), potrete sempre dire che “vista la crisi, le porzioni sono ridotte“: già m’immagino le facce dei vostri commensali…

Ingredienti per 4 persone:

3 uova intere
3 cucchiai di miele
1 scorza d’arancia
un pizzico di sale
zucchero a velo,
cannella,
mandorle tostate e
cioccolato fondente grattugiato a piacere

Preparazione
Battere le uova intere con un pizzico di sale,
ungere un padellino antiaderente, quando sarà ben caldo versare 2 cucchiai del composto formando una sfoglia sottile (tipo crèpe).
Le sfoglie ottenute andranno arrotolate e tagliate a striscioline sottilissime (tipo spaghetti), disponendoli in una ciotola capiente.
In un pentolino sciogliere a bagnomaria il miele di zagara d’arancia, versarlo sui “Capiddi d’Angeli” assieme allo zucchero a velo, cannella macinata, mandorle sbriciolate, cioccolato fondente grattugiato amalgamando il tutto come una spaghettata.

Questa ricetta partecipa al Contest « A Carnevale ogni ricetta vale » dei blog “Le Ricette di Tina” e “Profumi Sapori & Fantasia“.

Questa ricetta partecipa “fuori concorso” al Contest « Honey sweet honey » del blog “Cappuccino e Cornetto”

Cassateddi ri Pasqua

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È ancora un po’ presto per parlarne, ma i tempi tecnici di un nuovo contest ne richiedono la trattazione immediata e allora eccoci qua con le cassatine di ricotta al forno

La cassatina è il tipico dolce della Pasqua siciliana, particolarmente diffuso in tutta l’area iblea. Viene preparato in modi diversi, ne esistono infatti più versioni, differenti per i condimenti, ma anche per la farcitura. La ricetta classica prevede tuma (latte cagliato) e ricotta, spesso invece si preferisce per praticità usare solo la seconda aromatizzandola con la cannella.

Alcune volte nella preparazione delle cassatine, come avveniva anche per i ciascuna, si preferiva utilizzare l’impasto dei biscotti al latte impastato con meno acqua (‘mpastatu ciù duru) in quanto più friabile rispetto all’impasto originale. Esiste a Palazzolo anche una versione chiusa delle cassatine, anziché arricciare la pasta appiccicando i bordi per ottenere il tipico contenitore per la farcia, la si metteva su metà superfici e si richiudeva l’altra metà ottenendo delle focaccine di ricotta (‘mpanateddi ri ricotta).

Ingredienti:
500 g di farina di grano duro (per panificazione)
15 g di lievito di birra
60 g di strutto (o olio d’oliva)
600 g di ricotta
10 g di cannella
160 g di zucchero
3 uova

Procedimento 
Sulla spianatoia impastare la farina con il lievito, lo strutto e il sale, lavorare con cura fino ad ottenere un pasta liscia ed elastica, coprire e fare riposare. Nel frattempo, in una ciotola, amalgamare la ricotta con le uova, lo zucchero e la cannella. Stendere la pasta e formare una sfoglia molto sottile, tagliate dei dischi di 10-15 cm, saldare le estremità così da formare un cestino e farcite con la crema di ricotta; adagiare sulla placca imburrata e mettete in forno (caldo a 200 °C) per circa 45 minuti, fino a doratura della superficie del ripieno. Servire fredde.

La ricetta, insieme a molte altre tramandatemi da mia madre, si trova sul mio libro « Cosi aruci – Tradizione dolciaria akrense » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

 

Questa ricetta partecipa alla Raccolta « dolci di Pasqua » di “Mamma Papera’s Blog”.