Pane fritto

Standard

???????????????????????????????Nella tradizione gastronomica palazzolese il pane fritto era una preparazione salata per il riciclo del pane raffermo, che ricordo con grande affetto. Può essere impiegata sia come preparazione salata che dolce, quindi spazia dall’antipasto al dessert.

Ingredienti:
Pane raffermo
Latte
Uova
Olio per friggere

Procedimento
Si taglia a fette il pane raffermo. Si sbattono le uova in una ciotola, si mette sul fuoco una padella con olio per friggere. Appena l’olio è ben caldo, si bagna il pane prima nel latte, poi nelle uova e si immerge nell’olio. Appena dorate, le fette vanno tolte e fatte asciugare su carta assorbente.
Si possono mangiare così ancora tiepide oppure accompagnarle con degli affettati.
Per la versione dolce: appena fredde si guarniscono con zucchero a velo oppure con cacao zuccherato e si servono. Possono accompagnarsi ad una crema inglese oppure ad una crema al cioccolato.

La ricetta, insieme a molte altre tramandatemi da mia madre, si trova sul libro « Cosi aruci – Tradizione dolciaria akrense » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « La ricetta dei ricordi » del blog “La cambusa di Dalila”.

Il primo contest

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Annunci

Pepite di caffè fritto

Standard

Caffè fritto1Quest’oggi ci accingiamo a preparare un curiosissimo dessert, un po’ lungo da preparare, ma molto sfizioso nel gusto, da provare poi la variante cappuccino…

Il dolce trae ispirazione dal latte fritto, diffuso in molte regioni italiane anche nella sua variante con i tuorli: la crema fritta. Si tratta di un dessert di origine spagnola la leche frita appartenente alla categoria dei dolci di latte (dulce de leche). In passato la colazione italiana era rappresentata principalmente dal latte, oramai relegato a quella dei bambini, mentre oggi si fa colazione con un caffè veloce che anziché espresso sarebbe più corretto chiamare cav (caffè ad alta velocità), come i treni. Ecco allora che al latte viene sostituito un caffè lungo o all’americana (basta fare mezza dose di caffè ed allungarlo con acqua) ottenendo un dessert molto più vicino alle moderne abitudini.
Per chi non volesse rinunciare ad essere inondato di dolcezza, si può sempre proporre un cappuccino fritto: basterà ridurre il caffè ad 1/3 della dose ed aggiungere i 2/3 di latte.

Ingredienti:
0,5 l di caffè lungoCaffè fritto2 50 g di amido di mais
150 g di zucchero (regolare a piacere)
2 uova
q.b. di farina
q.b. di pangrattato
q.b. di olio per friggere
q.b. di zucchero a velo

Procedimento
In una casseruola posta su fiamma dolce, amalgamare il caffè zuccherato a piacere con l’amido e mescolare con una frusta fino a fare addensare. Versare il composto in una pirofila e fare raffreddare; tagliare il composto a quadretti o a lonsaghe di circa 2 cm di lunghezza.
Sbattere in una ciotolina le uova, passare i quadretti nella farina, nelle uova e nel pangrattato e infine immergerli nell’olio bollente, per friggerli. Appena dorano, scolarli con una schiumarola e adagiarli su carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio.
Per servirli porli in un piattino, in una coppetta oppure su un cucchiaio e imbiancarli con lo zucchero a velo, eventualmente accompagnarli con una crema inglese.

La ricetta si trova a pagina 123 del libro « Dolci bicchieri – Nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Fantasia di caffè » del blog “Quinto senso

1 contest ida

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Marmellata di rose selvatiche

Standard

Rosa canina smLa rosa selvatica ha moltissime proprietà medicinali ed i suoi frutti sono ricchissimi di vitamina C, inoltre i suoi fiori essiccati sono alla base della famosa acqua di rose. Deve l’aggettivo canina a Plinio il vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.
La rosa canina o rosa di bosco (Rosa canina) ha da sempre ispirato molte leggende. Si narra ad esempio che Afrodite nacque dal mare insieme ad un cespuglio di rose bianche fiorite per mano degli dei; quando una spina le punse il piede, il sangue colorò di rosso i petali. La rosa canina è una specie di rosa selvatica diffusa in tutta Italia. I suoi grandi e profumati fiori rosa sbocciano da maggio a luglio, mentre i suoi “falsi frutti” rossi (cinorrodi) nascono in autunno, si trova soprattutto lungo le siepi e le boscaglie.
La rosa di macchia o rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens) si caratterizza invece per i fiori bianchi, molto profumati, che mettono in risalto il centro di stami gialli.
Il nome dialettale di ràttacula è dovuto alla presenza, accanto ai semi all’interno del frutto, di peletti urticanti che in caso di ingestione risultano particolarmente irritanti per l’apparato digerente.??????????????????????????????? È possibile anche essiccare i frutti e conservarli per tutto l’inverno, basta metterli per qualche minuto in acqua bollente che si ottiene una calda e deliziosa bevanda ricca di vitamina C.

Ingredienti:
1 kg di frutti di rosa
350 g di zucchero
Acqua

Preparazione
Raccogliere i frutti della rosa di macchia (Rosa canina) o della rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), chiamati cinorrodi, ben maturi.
Lavare e pulite i frutti, cercando di scartare la maggior quantità di semi possibile (e la minor quantità possibile di polpa (mezzo frutto maturo è costituito da semi ed un altro quarto da peluria attaccata ai semi).
Da un chilo di frutti si passa a 250 g tra bucce e polpa ed un altro etto di semi che non si riesce a togliere. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e mettete sul fuoco piuttosto basso.
Lasciare cuocere per mezz’ora, poi passare il tutto al setaccio, eliminando così finalmente i semi ed i filamenti ottenendo un risultato che ricorda la passata di pomodoro.
Rimettere sul fuoco. Aggiungere un altro mezzo bicchiere d’acqua e 350 g. di zucchero.
Lasciare cuocere un’altra mezz’ora, mescolando, poi lasciare raffreddare e mettete nei vasi.
Riempire fino all’orlo, chiuderli subito con la marmellata ancora calda e capovolgere i vasetti per creare il sottovuoto.

La ricetta si trova a pagina 45 del libro « Erba di casa mia – Piante spontanee nella cucina contadina » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Cheesecake Siciliano Rapido

Standard

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’idea è nata dal dover improvvisare velocemente un dolce monoporzione con quello che ci poteva essere di pronto a portata di mano. Partendo dal cheesecake americano ho pensato di utilizzare la frolla già pronta dei biscotti e preparare una crema veloce come la ganache, ma con ingredienti della mia isola. Ed ecco pronta Cesira ovvero un ChEesecake Siciliano Rapido.
È chiaro che se volete rimanere fedeli alla formula americana potete anche utilizzare i classici biscotti digestive, io li ho comprati anche per provarli, ma in quel caso non sarà più siculo!
Ho creato una crema con il pistacchio e la panna ed ho provato a fare una ganache sostituendo la panna con il latte di mandorla, purtroppo la dose classica (1:1) è risultata poco densa per cui dovrò riprovarla con meno latte di mandorla oppure sostituendolo con la pasta di mandorla. La prova di ganache con la crema di pistacchio è venuta ottima, peccato che avessi utilizzato il poco cioccolato che avevo per fare l’altra.
Durante la preparazione mi sono fatto il tipico dolcino che improvviso solitamente: un quadrato di ricotta sopra un frollino con un cucchiaino di miele di carrubo sopra… Ops, avevo già inventato CESIRA e non lo sapevo ancora!
Adesso basta chiacchere, vi posto immediatamente le ricette (quelle riuscite s’intende).
Ingredienti per circa 20 mini cheesecake al pistacchio: OLYMPUS DIGITAL CAMERA
500 g di panna liquida
100 g di farina di pistacchio
20 biscotti di pasta frolla
20 mandorle pelate

Preparazione
Mettere metà panna in un recipiente, aggiungere la farina di pistacchio, amalgamare e riporre in frigo per una notte. Il giorno seguente montare l’altra metà della panna; con l’aiuto di un coltello, spalmare la crema di pistacchio ottenuta sopra i biscotti, mettere una mandorla pelata in cima e coprire con un ricciolo di panna da applicare con il sac à poche.
Se si vuole ottenere la versione con il cioccolato, basta scioglierlo a bagnomaria ed aggiungerne pari quantità alla crema al pistacchio. Se volete, potete decorare con ciuffetti di panna montata.

Puoi trovare altre idee sfiziose anche sul libro « Dolci bicchieri – nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Colori d’estate » del blog “Deliziandovi

COLORI-DESTATE-banner

Cheesecake Ultra Rapido

Standard

???????????????????????????????In questi bollenti giorni estivi, si preferisce rimanere lontani dai fornelli, ecco allora un’idea golosa, fresca e veloce. Volendo si possono sostituire i biscotti americani con i classici biscotti di frolla.

Ingredienti per circa 10 mini cheesecake alla ricotta:
10 biscotti digestive
500 g di ricotta
100 g di zucchero
Scorza di un limone non trattato
q.b. di cannella (facoltativa)

Preparazione
Con uno sbattitore elettrico mischiare la ricotta con lo zucchero, aggiungere la scorza di limone con l’aiuto di una grattugia e continuare a mescolare.
Con una tasca da pasticceria, posizionare la crema di ricotta sopra ciascun biscotto.
Decorare a piacere con cannella e/o scagliette di cioccolato (fondente oppure bianco).

Puoi trovare altre idee sfiziose anche sul libro « Dolci bicchieri – nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Girelle di ortica

Standard

Ed ecco un antipastino sfizioso e veloce da realizzare con le verdure o con qualunque altra cosa vogliate metterci…

L’ortica (Urtica dioica) era utilizzata come pianta medicinale dagli antichi Greci con proprietà antidiarroiche, diuretiche, cardiotoniche e antianemiche, nel Medioevo si impiegava fresca per curare, con il veleno dei suoi peli urticanti, gotta e reumatismi. Ricca di vitamina C, azoto e ferro, può essere usata come alimento; È anche possibile mangiarla cruda, avendo però cura di lavarla abbondantemente, così da inibirne i peli urticanti.
La ricetta che invece proponiamo oggi prevede il suo impiego in cottura, se poi proprio non ve la sentite di mandrla giù, la potete sempre sostituire con la borragine (Borago officinalis), è ottima anche quest’ultima. Nella cucina contadina veniva spesso cotta insieme alle fave.


Ingredienti:
1 foglio di pasta sfoglia
1 uovo
1 mazzetto di ortiche

Procedimento
Lavare l’ortica e sminuzzarla. Srotolare il foglio di pasta sfoglia, bucherellare con il forasfolglia oppure con i rebbi di una forchetta. Distribuirvi sopra l’ortica, battere l’uovo e, una volta amalgamato, versarlo sopra l’ortica distribuendolo su tutta la sfoglia.
Avvolgere la pasta a rotolo, tagliare a rondelle dello spessore di circa un centimetro, poggiare su una placca da forno con carta oleata ed infornare in forno caldo a 200 °C.
Sfornare quando sono ben dorate.

La ricetta si trova sul mio libro « Erba di casa mia – Piante spontanee nella cucina contadina » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Strati su strati » del blog “Le cuoche per gioco”.

strati-su-strati

Cassatine di Pasqua

Standard

Pantalica01È ancora un po’ presto per parlarne, ma i tempi tecnici di un nuovo contest ne richiedono la trattazione immantinente e allora eccoci qua con le cassatine di ricotta al forno

Il contest ne prevede l’accoppiata con la foto di una località della mia zona ed ecco allora due scorci della R.N.O. “Pantalica-Valle dell’Anapo” istituita per tutelare una particolare specie di trota ed il platano orientale che qui tocca il suo estremo nell’areale. Vi si può accedere sia da Sortino (SR) che da Ferla (SR) ed ogni giorno numerosi turisti vi accedono da entrambi gli ingressi. Le foto riguardano la parte con acceso da Sortino.

Ma veniamo adesso alla ricette: la cassatina è il tipico dolce della Pasqua siciliana, particolarmente diffuso in tutta l’area iblea. Viene preparato in modi diversi, ne esistono infatti più versioni, differenti per i condimenti, ma anche per la farcitura. La ricetta classica prevede tuma (latte cagliato) e ricotta, spesso invece si preferisce per praticità usare solo la seconda aromatizzandola con la cannella.Pantalica02

Alcune volte nella preparazione delle cassatine, come avveniva anche per i ciascuna, si preferiva utilizzare l’impasto dei biscotti al latte impastato con meno acqua (‘mpastatu ciù duru) in quanto più friabile rispetto all’impasto originale. Esiste a Palazzolo anche una versione chiusa delle cassatine, anziché arricciare la pasta appiccicando i bordi per ottenere il tipico contenitore per la farcia, la si metteva su metà superfici e si richiudeva l’altra metà ottenendo delle focaccine di ricotta (‘mpanateddi ri ricotta).

Questo dolce ha anche un’antichissima storia che la imparenta con le altre due cugine: la cassata al forno e la famosissima cassata siciliana. Tutte e tre le prelibatezze hanno un antenato comune, un dolce greco a base di pasta fillo con tuma, miele ed aromi: il più antico cheese cake di cui si abbia notizia. Recenti studi sui manuali di cucina greca e romana hanno fatto riscoprire questa millenaria prelibatezza che i greci chiamavano placentam e che poi i romani hanno ribattezzato caseata in quanto conteneva formaggio (caseum). A questo punto sembrerebbe venir meno la versione più accreditata dell’origine dall’arabo qas’at. Per maggiori dettagli potete leggere il relativo post, mentre per la ricetta della versione antica

???????????????????????????????Ingredienti:
500 g di farina di grano duro (per panificazione)
15 g di lievito di birra
60 g di strutto (o olio d’oliva)
600 g di ricotta
10 g di cannella
160 g di zucchero
3 uova

Procedimento 
Sulla spianatoia impastare la farina con il lievito, lo strutto e il sale, lavorare con cura fino ad ottenere un pasta liscia ed elastica, coprire e fare riposare. Nel frattempo, in una ciotola, amalgamare la ricotta con le uova, lo zucchero e la cannella. Stendere la pasta e formare una sfoglia molto sottile, tagliate dei dischi di 10-15 cm, saldare le estremità così da formare un cestino e farcite con la crema di ricotta; adagiare sulla placca imburrata e mettete in forno (caldo a 200 °C) per circa 45 minuti, fino a doratura della superficie del ripieno. Servire fredde.

La ricetta, insieme a molte altre tramandatemi da mia madre, si trova sul mio libro « Cosi aruci – Tradizione dolciaria akrense » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Ti presento casa mia » del blog “Pentole di cristallo” e “EATinerari”.

BANNER Pentole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».