Marmellata di rose selvatiche

Standard

Rosa canina smLa rosa selvatica ha moltissime proprietà medicinali ed i suoi frutti sono ricchissimi di vitamina C, inoltre i suoi fiori essiccati sono alla base della famosa acqua di rose. Deve l’aggettivo canina a Plinio il vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.
La rosa canina o rosa di bosco (Rosa canina) ha da sempre ispirato molte leggende. Si narra ad esempio che Afrodite nacque dal mare insieme ad un cespuglio di rose bianche fiorite per mano degli dei; quando una spina le punse il piede, il sangue colorò di rosso i petali. La rosa canina è una specie di rosa selvatica diffusa in tutta Italia. I suoi grandi e profumati fiori rosa sbocciano da maggio a luglio, mentre i suoi “falsi frutti” rossi (cinorrodi) nascono in autunno, si trova soprattutto lungo le siepi e le boscaglie.
La rosa di macchia o rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens) si caratterizza invece per i fiori bianchi, molto profumati, che mettono in risalto il centro di stami gialli.
Il nome dialettale di ràttacula è dovuto alla presenza, accanto ai semi all’interno del frutto, di peletti urticanti che in caso di ingestione risultano particolarmente irritanti per l’apparato digerente.??????????????????????????????? È possibile anche essiccare i frutti e conservarli per tutto l’inverno, basta metterli per qualche minuto in acqua bollente che si ottiene una calda e deliziosa bevanda ricca di vitamina C.

Ingredienti:
1 kg di frutti di rosa
350 g di zucchero
Acqua

Preparazione
Raccogliere i frutti della rosa di macchia (Rosa canina) o della rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens), chiamati cinorrodi, ben maturi.
Lavare e pulite i frutti, cercando di scartare la maggior quantità di semi possibile (e la minor quantità possibile di polpa (mezzo frutto maturo è costituito da semi ed un altro quarto da peluria attaccata ai semi).
Da un chilo di frutti si passa a 250 g tra bucce e polpa ed un altro etto di semi che non si riesce a togliere. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e mettete sul fuoco piuttosto basso.
Lasciare cuocere per mezz’ora, poi passare il tutto al setaccio, eliminando così finalmente i semi ed i filamenti ottenendo un risultato che ricorda la passata di pomodoro.
Rimettere sul fuoco. Aggiungere un altro mezzo bicchiere d’acqua e 350 g. di zucchero.
Lasciare cuocere un’altra mezz’ora, mescolando, poi lasciare raffreddare e mettete nei vasi.
Riempire fino all’orlo, chiuderli subito con la marmellata ancora calda e capovolgere i vasetti per creare il sottovuoto.

La ricetta si trova a pagina 45 del libro « Erba di casa mia – Piante spontanee nella cucina contadina » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...