Archivio mensile:maggio 2012

Lasagna in bicchiere

Standard

L’idea di trasportare nel bicchiere una lasagna nasce dal voler applicare sul salato le tecniche trattate nel mio libro con riferimento all’ambito dolce: in questo caso è stata applicata le tecnica della trasposizione tale e quale riproducendo la stessa struttura a strati. L’esperimento, risalente ad un paio di anni fa, è risultato soddisfacente.

Ingredienti per 12-15 bicchieri:

500 g di lasagne pronte
500 g di tritato di bovino
700 g di passata di pomodoro
500 g di acqua
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
250 g di piselli
6 uova

Preparazione
Fare un soffritto di cipolla, carota grattugiata e sedano, appena imbiondisce aggiungere il tritato e farlo rosolare mescolandolo spesso. Quando ben rosolato, rimuovere il sedano, aggiungere la passata di pomodoro e l’acqua, salare e fare bollire. Giunta a bollore aggiungere i piselli e fare cuocere fino ad addensamento della salsa, nel frattempo bollire le uova fino a renderle sode, sgusciarle e tagliarle a fette.

Quando tutto è pronto, cuocere la sfoglia all’uovo in acqua bollente; appena cotta, scenderla e tagliarla con un coppapasta rotondo (della misura del bicchiere).
Cominciare a riempire un tumbler basso con un sottile strato di salsa, poggiarvi sopra la sfoglia rotonda e poi coprire ancora con la salsa ed una fettina di uovo sodo. Alternare gli strati fino a 2 cm dal bordo del bicchiere e chiudendo con un altro sottile strato di salsa e piselli.
Il bicchiere è pronto, si consiglia di consumare ancora caldo. Eventualmente rigenerare con l’aiuto di un microonde.

La ricetta si ispira alle tecniche trattate sul libro « Dolci bicchieri – nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « E tu di che pasta sei?? » del blog “Le Mezze Stagioni“.

Questa ricetta partecipa al contest « pikniKiamo! » del blog “Peccato di Gola“, nella categoria Piatti unici.

Annunci

Viscalori e le Dolci Magie

Standard

Il blog è nato come un diario in rete ed è così che molti lo utilizzano. Molti, ma non certo noi! Per noi “cuocoamatori” e similari il blog rappresenta la maniera più veloce di mettere in rete una ricetta: tale e quale oppure contornata di spigolature che la rendono psicologicamente più ghiotta ai nostri lettori.

Oggi ho deciso di rientrare nei ranghi (ma solo per oggi!!!) parlandovi di una mia esperienza gastronomica fatta sabato pomeriggio. Non vi posterò quindi ricette, almeno non mie…

Avevo appena sentito parlare di Viagrande ai tempi in cui frequentavo la facoltà di Economia di Catania, ma sconoscevo del tutto la sua frazione Borgo Viscalori. Ecco quindi che, quando mi è giunto l’invito su FB per “Viscalori in fiore”, la più grande manifestazione di artigianato siciliano, ho pensato che fosse il nome dell’evento.

Approfittando dell’opportunità di trovarmi in zona, ho deciso di fare una visitina e, cercando di prendere i proverbiali due piccioni con un’unica fava, ho contattato il mio amico Alfredo che mi ha condotto fin dentro Viscalori.

La solita fiera dell’artigianato come tante direte voi??? Vista dall’esterno sicuramente si! Tuttavia saltava subito all’occhio che molti stand presenti trattavano di dolci e di torte in pdz, la moda del momento. Le preparazioni sui banchetti mi strizzavano l’occhiolino ammiccanti e mi sussurravano ammalianti fin nell’orecchio “sono squisita, assaggiami!”. Ed io, facendo ricorso a tutta la mia forza interiore, cercavo di resistere…

Alla fine però ho dovuto cedere, l’ho fatto appena più avanti della chiesetta dell’Annunciazione (che però al suo interno custodiva un quadro della Madonna del Rosario di Pompei).

Sul banchetto dello stand troneggiavano cookies, torta alle nocciole, plumcake con i semi di papavero, plumcake con glassa alle rose, muffin al cioccolato e lavanda,  due splendide torte in pasta di zucchero (pdz) e fra loro una sirena tentatrice e la sua bellissima mamma…

Ero giunto allo stand della mia amica e collega Virginia Greco, del blog Dolci Magie, con cui ho piacevolmente scambiato quattro chiacchiere. È stata lei a consigliarmi l’assaggio dei muffin, buonissimi; non sono riuscito però a distinguere il gusto della lavanda… Chi mi conosce sa che sono solo un gran pasticcione dal palato grossolano: nella mia ultima ciambella ho mischiato aroma d’arancia e cacao, tutti riuscivano a percepire l’arancia… tranne me!!!

Sono così riuscito ad assaggiare una delle preparazioni della bravissima Virginia. Per lasciare spazio alla folla che pian piano si accalcava curiosa, decido di continuare il giro per Viscalori in compagnia del fido Alfredo! Il mio pensiero però rimane parcheggiato sul banchetto, proprio accanto al plumcake con la glassa alle rose, per cui al ritorno non posso salutare Virginia prima di aver accontentato la mia insaziabile curiosità. Lasciato quindi lo stand di Dolci Magie,  sottopongo strada facendo le mie fauci al delicatissimo sapore della fetta di plumcake mentre la glassa alle rose carezza il mio palato ormai in estasi.

Abbandonato Viscalori, ci dirigiamo verso Zafferana Etnea dove mi aspetta l’assaggio della “siciliana”, una focaccia fritta ripiena di formaggio e acciughe tipica del paese. La serata si conclude a casa del mio amico chiacchierando con lui e sua madre e degustando torroncini…

Lo so, sono un golosastro. Unico rammarico non aver fatto foto (ve n’eravate già accorti!?) poiché avevo dimenticato a casa la fotocamera ed ero così rapito da non pensare neanche lontanamente di usare il telefonino in sostituzione…

Cuori fiammanti

Standard

E si ritorna a parlare dei Cuori fiammanti… anche parecchio tempo dopo San Valentino.

Partendo da alcune ricerche sulla crema bruciata sarda, le cui origini risalgono alla crema catalana, si è giunti a questa reinterpetazione in chiave moderna attraverso un finger food composto dai classici voul au vent riempiti con crema catalana che ho chiamato cuori fiammanti.

Ingredienti 12-15 finger food:
250 g di pasta sfoglia
500 ml di latte
6 tuorli d’uovo
200 grammi di zucchero
50 grammi di amido di mais (maizena)
la buccia di un limone intero
una stecca di cannella
zucchero di canna q.b.
alcool puro q.b.

Preparazione:
Con l’aiuto di un coppa pasta o taglia biscotti, preferibilmente a forma di cuore, di 6 cm di diametro tagliare la pasta sfoglia (si consiglia di usare quella già pronta, in alternativa la si può fare seguendo la classica ricetta e stendendola dello spessore di 5 mm), ritagliare la metà degli stampi con un coppa pasta più piccolo (4 cm di diametro).

Spennellare con acqua il bordo delle sfoglie intere e, aiutandosi con lo stesso coppa pasta del taglio, adagiarvi sopra le sfoglie tagliate una seconda volta eliminando la parte centrale e lasciando il bordo esterno.
Lasciare riposare in frigo per circa 30 minuti, bucherellare con una forchetta la parte interna e cuocere in forno a 180 °C per circa 20-30 minuti: togliere dal forno quando sono dorati.
Appena freddi, asportare con uno spelucchino o altro coltello a punta alcuni strati della sfoglia nella parte centrale per aumentare lo spazio disponibile.
Mettere sul fornello il latte con la cannella e la buccia di limone. Toglierlo dal fuoco poco prima che inizi a bollire e metterlo in una terrina a raffreddare. In un’altra terrina montare a crema i tuorli con lo zucchero.
Quando il latte è freddo, metterne un po’ in una tazzina (per sciogliere la maizena) e il rimanente versarlo in una casseruola assieme ai tuorli montati con lo zucchero, mettere il tutto sul fuoco a fiamma bassissima mescolando continuamente. Al momento che la crema inizierà ad addensare, aggiungere, continuando a mescolare, la tazzina di latte con la maizena precedentemente sciolta.

Continuare a cuocere a fuoco lentissimo e a mescolare facendo attenzione a non portare ad ebollizione la crema, dopo circa 15 minuti la crema inizierà a diventare gialla e densa, questo indicherà la fine della cottura.
Fare intiepidire la crema, versarla nei cuori di sfoglia e metterla in frigo per un paio d’ore.
Al momento di servire, tirare fuori dal frigo e cospargere lo zucchero di canna sopra la crema, facendo attenzione a non fargli toccare la sfoglia. Con l’aiuto di un contagocce, bagnare lo zucchero di canna con alcool puro facendo attenzione a non farlo andare sulla sfoglia, accendere lo zucchero e servire immediatamente con la fiamma accesa (facendo molta attenzione a non farla spegnere!).
Una volta bruciato l’alcool la fiamma si spegnerà da sola lasciando lo zucchero caramellato.

Note
Si può sostituire la crema catalana con una classica crema pasticcera o cun una qualsiasi altra crema!

La ricetta si trova sul libro « Dolci bicchieri – nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

English version

Version française

Questo dolce ha partecipato alla trasmissione « Attenti al cuoco » su Alice tv (canale 416 di Sky).
Se ti è piaciuta puoi votare la ricetta nel sito di Alice cliccando sul logo qui sotto.

Come si può vedere anche nel video della puntata,  l’esecuzione è molto semplice e veloce!

Questa ricetta partecipa al contest « Dimmi che mi vuoi bene » del blog “CakeTherapy“, nella categoria L’idea più creativa ed originale.

Questa ricetta partecipa alla raccolta « L’Albero Goloso » dei blog “Le Ricette di Tina“, “Dolcizie“, “Arte in Cucina“, “Dolcemente salato” e “La Cucina di Nonna Papera“, nella categoria Monoporzioni.

Questa ricetta partecipa al contest « pikniKiamo! » del blog “Peccato di Gola“, nella categoria Piatti unici.

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Torta Carol in coppetta

Standard

L’ingrediente che, secondo me, ha “stregato” il cioccolato… sono le fragole!

Partendo dalle fragole (rosse come l’amore) e dal cioccolato (medicina per chi ha carenze d’affetto), aggiungendo l’essenza di arancia (simbolo della Sicilia) è stata ideata questa torta per la ricorrenza della festa degli innamorati. Il nome scaturisce dal fatto che la ricetta è stata completata il 4 novembre, ricorrenza di San Carlo Borromeo.

La Torta Carol è composta di due strati di pan di Spagna farciti con mousse alle fragole e glassati con ganache (cioccolato e panna), la trasposizione in bicchiere può avvenire in due differenti modi: ripetendone la struttura  su old fashioned presenterà la stessa sequenza (si dovranno pero raddoppiare le dosi del pan di Spagna), mentre per l’utilizzo delle più eleganti coppette da cocktail si seguirà il procedimento di scomposizione descritto a seguire.

Ingredienti per 7-8 coppette:

Per il pan di Spagna:

1 uovo
33 g di zucchero
33 g di farina
1/6 di buccia di arancia grattugiata
1/2 bicchierino di liquore all’arancia
Per la mousse di fragole:
200 g di fragole
100 g di zucchero
200 g di panna da montare
Per la glassa (ganache) al cioccolato:
150 g di cioccolato fondente
250 g di panna da montare
50 g di burro
Per la decorazione:
4 fragole

Procedimento
Setacciate la farina e montate a neve ferma gli albumi. A parte montate il tuorlo con lo zucchero e la scorza grattugiata di arancia fino a raggiungere un composto spumoso, quindi amalgamatevi lentamente l’albume. Infine, unite a pioggia la farina, continuando a mescolare lentamente per amalgamare bene il tutto
Ungete con un filo d’olio una tortiera, versatevi il composto e mettete nel forno preriscaldato a 180°C per circa 30 minuti.
Per verificare il punto di cottura potete infilare nella torta uno stecchino: quando uscirà ben asciutto, il pan di Spagna sarà cotto a puntino. Sfornate e lasciate asciugare, quando il pan di Spagna sarà completamente raffreddato, potrà essere tagliato.
Preparate intanto la mousse frullando insieme le fragole e lo zucchero fino ad ottenere una purea.
Montate la panna ed aggiungetevi, mescolando delicatamente con un cucchiaio o una spatola, la purea di fragole e mettete in frigo per un’ora circa.
Tagliate a pezzettini il burro e fatelo ammorbidire a temperatura ambiente in una ciotola, spezzettate il cioccolato a piccoli pezzi ed aggiungetelo al burro. Scaldate a parte la panna liquida, quando raggiunge il bollore versatela nella ciotola con il burro e il cioccolato e mescolate facendo sciogliere il tutto.
Quando la glassa sarà ben fredda procedere all’assemblaggio del bicchiere.
Tagliate il pan di Spagna in modo da avere strati da 1 cm circa e, con un coppa pasta o un bicchiere, ottenetene dei dischi del diametro di circa 5 cm. Riempite per un terzo le coppette da cocktail (da 10 cl) con uno strato di mousse mediante una tasca da pasticceria, adagiatevi sopra un disco di pan di Spagna e bagnatelo con il liquore all’arancia allungato con due parti di acqua, stendetevi sopra la mousse di fragole senza arrivare all’orlo.

Decorare con mezza fragola, cospargere di scaglie di cioccolato e, con la glassa (ganache) ben fredda, realizzare delle quenelle intorno alla fragola.

Nota

La preparazione può sembrare alquanto laboriosa, ma se si compra del pan di spagna già pronto si accelera notevolmente il lavoro. Se poi non si riesce a trovare le fragole (magari non è più il periodo) o si vuole snellire ulteriormente la preparazione, basta sostituire fragole e zucchero con egual peso di marmellata, facilmente reperibile.

La ricetta si trova sul libro « Dolci bicchieri – nuove tendenze in pasticceria » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

Questa ricetta partecipa al contest « Dimmi che mi vuoi bene » del blog “CakeTherapy“, nella categoria L’idea più creativa ed originale.

Questa ricetta partecipa al contest « Fragole a colazione » del blog “Cucina libri & gatti“.

Questa ricetta partecipa al programma di affiliazione « La pulce e il topo ».

Dolci di mandorla

Standard

Nel dialetto locale del paese di mia madre (Palazzolo Acreide) le preparazioni di pasticceria vengono indicate genericamente come cose dolci, cosi aruci appunto. Così i classici biscotti di mandorla diventano per i palazzolesi cosi aruci ri mennula. Si tratta di biscotti a base di farina di mandorle molto rinomati a Palazzolo, ma soprattutto molto apprezzati in tutto il circondario.

La particolarità dell’antica ricetta tramandatami da mia madre  sta nel fatto che si utilizza solamente farina di mandorle, senza alcuna aggiunta di altri tipi di farina.

Ingredienti:O

4 albumi
½ limone grattugiato
500 g di mandorle (in farina)
500 g di zucchero

Preparazione
Levare la buccia nelle mandorle, farle asciugare e macinarle. Mischiare 500 g di zucchero, 500 g di mandorle in farina, mezzo limone grattugiato e 4 albumi montati a neve (da aggiungere a poco a poco, fino alla giusta consistenza) e impastare il tutto. Passarlo dalla macchina trafilatrice per biscotti per effettuare la forma classica, completare con pezzetti di frutta candita rossa o verde e infine infornare a 120°C per 10-15 minuti.
In alternativa si possono realizzare delle palline, schiacciarle e passarle nello zucchero semolato, oppure realizzare dei piccoli cilindretti da passare nello zucchero a velo e piegare in forma di S con le dita.

Per dare la forma tipica si impiegava una macchinetta manuale che spingeva l’impasto attraverso una trafiletta a punte. La seconda tecnica descritta veniva utilizzata quando non si disponeva di tale arnese oppure per impiegare l’ultima parte dell’impasto che rimaneva negli ingranaggi.

La ricetta, insieme a molte altre tramandatemi da mia madre, si trova sul mio libro « Cosi aruci – Tradizione dolciaria akrense » di Giuseppe e Maria Mazzarella, edito da Morrone Editore.

 

Questa ricetta partecipa al contest « Dimmi che mi vuoi bene » del blog “CakeTherapy“, nella categoria La ricetta più golosa.

 

 

 

 

Questa ricetta partecipa al contest « Le ricette di Natale » del blog “Ricette mon amour“, nella categoria ricette dolci.

contest ANTICHE RICETTE